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Scienze: fare mappa concettuale a pag 25

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Storia: fare ricerca sull’argomento scelto in classe.

L’Istituto Comprensivo

e Liceo SC. di ZAGAROLO

INVITANO

ALL’ASSEMBLEA CITTADINA

SUL TEMA:

LA RIFORMA GELMINI E SUA RICADUTA NELLA SCUOLA PUBBLICA

  27 OTTOBRE 2008 ALLE ORE 18.15

 presso salone delle Bandiere

DEL COMUNE di ZAGAROLO
PALAZZO ROSPIGLIOSI

Il piano programmatico di attuazione dei tagli nella scuola previsti dalla legge 133/08, è stato definitivamente emanato e inviato alle organizzazioni sindacali nella serata di ieri.
E’ assolutamente identico alla bozza che circolava nei giorni precedenti, salvo per un particolare: quello riguardante la prospettiva di accorciamento a 12 anni dell’intero percorso di studi.

Vengono dunque confermate tutte le indicazioni programmatiche che verranno poi tradotte in Regolamenti, due dei quali sono già stati presentati alle organizzazioni sindacali: quello sugli istituti tecnici e professionali e quello sulla riorganizzazione della rete scolastica e la revisione dei criteri per la formazione delle classi e degli organici.

La mannaia che calerà sulla scuola pubblica tradurrà in tagli la previsione di risparmiare 8 miliardi di euro contenuta nell’art. 64 della legge 133/08.
Il ministro Gelmini tenta di negare e tranquillizzare ma il nostro sistema scolastico verrà devastato dalla scure dei tagli che si tradurranno in:

  • Riduzione del numero di sedi scolastiche. Le autonomie locali e le Regioni sono invitate ad adottare comportamenti “ virtuosi”, cioè ad attivare trasporti locali per i bambini che resteranno senza scuola nel proprio paese.
  • Sviluppo dei sistemi di istruzione a distanza. Torniamo al maestro Manzi?
  • Classi più numerose, infatti l’aumento dei numeri massimi di alunni per classe produrrà questo risultato.
  • Chiusura di molte classi nei piccoli centri, infatti l’aumento dei numeri minimi di alunni per costituire una classe, metterà in crisi i piccoli centri che non riescono a formare classi con i nuovi minimi.
  • Aumento delle pluriclassi, con la possibilità di raggruppare alunni di corsi diversi, adottando un insegnamento di tipo modulare.
  • Cancellazione della codocenza e diminuzione delle compresenze, che sono gli strumenti di flessibilità con i quali si può far fronte alle difficoltà degli alunni.
  • Saturazione di tutte le cattedre a 18 ore, con l’eliminazione di un altro possibile spazio di flessibilità per la qualità della didattica e gli interventi individualizzati sugli alunni in difficoltà.
  • Riduzione degli organici per l’istruzione degli adulti, infatti l’uso del parametro relativo alla serie storica degli scrutinati ed esaminati per costituire gli organici, diminuirà le già magre dotazioni: per esemplificare molti stranieri interessati ad apprendere la lingua italiana non sono invece interessati a sostenere esami.
  • Formazione di docenti di lingua inglese con 150/200 ore di corso, assolutamente insufficienti a garantire una competenza adeguata.
  • Riduzione oraria del funzionamento delle scuole, in molti casi al solo orario del mattino.
  • Cancellazione di modelli didattici di qualità, come tempi pieni e moduli, sostituiti, se va bene, dalla mera copertura oraria che non garantisce il modello didattico di insegnamento ma soltanto l’assistenza.
  • Eliminazione di moltissime figure professionali ATA che oggi garantiscono il funzionamento amministrativo e tecnico delle scuole nonché servizi di vigilanza, assistenza e supporto alla didattica.

Si tenta di spacciare tutto ciò per riqualificazione della scuola e della spesa e addirittura si dice che si fanno delle riforme, si cerca di indurre al cannibalismo professionale ventilando la possibilità di aumenti di stipendio che derivano dai tagli, ma per noi, per il mondo della scuola e per i cittadini di questo Paese sarà chiaro che l’operazione che si sta facendo è quella di assestare un colpo mortale alla scuola pubblica, vero bene comune per tutti.

Roma, 26 settembre 2008

Schema di piano programmatico del MIUR di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze in attuazione all’art. 64 della L. 133-08 (138,34 k)

Elaborazione FLC Cgil sui tagli previsti nel Piano programmatico MIUR per il 2009-2010 – settembre 2008 (93,69 kB)          

Dilaga la protesta in tutta Italia contro la riforma del Ministro Gelmini: dalla materna all’Università, dalle elementari ai licei. A Roma studenti in corteo pronti a occupare La Sapenza se il rettore non blocca la didattica. Torna in piazza anche la protesta dei coordinamenti di base di insegnanti e genitori. Iniziative che si concentreranno, da stasera, nella ”notte bianca anti Gelmini”.

“Perché la scuola pubblica non sia ridotta a un fantasma” genitori e insegnanti hanno organizzato per stasera una “notte bianca” in diverse scuole di tutta Italia contro la riforma del ministro Gelmini: 10 gli istituti coinvolti a Milano, sei a Venezia, parecchie decine a Bologna.

Proprio a Bologna, dove è nata l’iniziativa, il meeting anti-Gelmini è cominciato nel pomeriggio ed è inoltre già stata annunciata l’occupazione della facoltà di Lettere da parte dell’assemblea dei ricercatori e precari. Si protesterà anche a Napoli, Genova, Torino, Perugia, Brescia, Parma, Viareggio. Nel capoluogo partenopeo si terrà una fiaccolata che attraverserà le vie cittadine, da piazza del Gesù a piazza del Plebiscito, mentre a Roma, dove le proteste hanno preso il via in mattinata, sono già partiti numerosi cortei per le strade della città: gli studenti hanno sfilato uscendo dalla Sapienza causando anche disagi al traffico. Alla prima università di Roma in mattinata si sono svolte assemblee a Geologia, Psicologia, Economia e Scienze politiche e i cortei interni alle facoltà hanno interrotto le lezioni. Questa mattina le lezioni sono state sospese anche a Genova, alla Facoltà di Lettere ma già altre facoltà hanno detto di voler aderire alla protesta e a Firenze restano occupate molte medie superiori in città e in provincia, mentre nel pomeriggio è previsto un sit-in in piazza della Signoria.

Bonanni (Cisl): il governo torni sui suoi passi
Intanto, il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni si augura che il governo torni sui suoi passi: “Speriamo che il governo ci ripensi e apra una discussione vera su un tema delicato che riguarda soprattutto i lavoratori che hanno solo la scuola pubblica”. Bonanni ha poi sottolinea che la questione è stata gestita come si fosse in una azienda privata: “Non ci opponiamo a questa riforma – spiega – ma le riforme hanno bisogno di condivisione, perché si decida e si discuta insieme”.

Proteste anche nei prossimi giorni
Le proteste contro il dl Gelmini continueranno nei prossimi giorni: “Lo sciopero generale del 17 ottobre sarà il più partecipato di tutta la storia del sindacalismo antagonista” assicura Piero Bernocchi, portavoce dei Cobas Scuola, che auspica una massiccia presenza del “popolo della scuola pubblica, docenti, Ata, studenti, genitori e cittadini impegnati a difendere e a migliorare la scuola, ad impedirne la distruzione programmata da Tremonti-Gelmini con i catastrofici tagli”.

Ferrero (Prc): la Gelmini si dimetta
Più forti ancora, le parole del segretario del Prc, Paolo Ferrero: “Di fronte alla protesta che sale forte e compatta, ma anche colorata e variegata, nelle scuole medie e superiori come nelle università italiane, di fronte alle migliaia di email che inondano il Quirinale contro un progetto di ‘riforma’ della scuola demenziale e assurda, l’unica cosa buona che il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini dovrebbe fare è quello di dimettersi e restituire il mandato”.

da:http://www.rainews24.it/

Ciao scuola!!

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